Strage del Cermis, vent’anni dopo ancora misteri

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Il 3 febbraio 1998 resaterà per sempre scolpito nella storia italiana perché a quella data è legata la Strage del Cermis che rimane ancora una ferita aperta e parte del mistero legato a quella strage non è stato risolto. Alle 15.12 un volo di addestramento americano, partito dalla base di Aviano, pilotato dal Richard Ashby (con lui anche il navigatore Joseph Schweitzer e i due addetti ai sistemi di guerra elettronica, William Rancy e Chandler Seagrave) passando sulle vallate alpine del Trentino recise con l’ala il cavo di una funivia nei pressi di Cavalese, in provincia di Trento. La cabina, con a bordo venti persone, cadde da 150 metri di altezza provocando la morte sul colpo di tre italiani, sette tedeschi, cinque belgi, due polacchi, due austriaci e un olandese mentre il velivolo nonostante i danni evidenti riuscì a ritornare alla base. La Procura di Trento pose subito sotto sequestro il velivolo dopo aver accertato che un frammento di cavo era rimasto incastrato nella fusoliera, evitando così possibili depistaggi. Da lì cominciò la fase dell’inchiesta, quella italiana anche se per la Convenzione di Londra del 1951 sullo status dei militari Nato non era possibile processare u militari Usa nel nostro Paese ma anche quella americana portata avanti direttamente dai Marines. La difesa dei militari puntò il dito sul cattivo funzionamento dell’altimetro di bordo che non avrebbe segnalato al pilota la discesa sotto la quota consentita e la commissione dei marines cercò di limitare la responsabilità dei piloti parlando di cavi non segnalati sulle mappe di navigazione e dal fatto che gli equipaggi non sarebbero stati informati delle nuove regole per il volo a bassa quota. I quattro militari furono processati dalla Corte Marziale di Camp Lejeune, in North Carolina: rischiavano una condanna fino a 20 anni di reclusione per ciascuna delle vittime: Rancy e Seagraves, in cambio dell’immunità rilasciarono nuove dichiarazioni, ammettendo che il video con la registrazione del volo venne cambiato dopo l’atterraggio. Schweitzer e Ashby furono condannati a 6 mesi di prigione e alla radiazione con disonore dal corpo dei Marines, per intralcio alla giustizia, ma nulla per la strage.