Taormina, negli scavi di un albergo emergono tre domus romane

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Taomina, vennero alla luce ricche ville romane anche se poi gli scavi non andarono avanti. Oggi invece una cinquantina di studenti universitari provenienti da tutta Italia e coordinati dall’Ateneo di Messina, dalla Soprintendenza alle Belle Arti e dal Cnr, stanno lavorando per riportare in luce quelle domus romane. Gli scavi in particolare hanno scoperto tre ville romane con pavimenti a mosaico e ricche decorazioni parietali che saranno visitabili all’interno di un museo en plein air, aperto non solo ai clienti del lussuoso albergo, voluto dalla proprietà dell’hotel che qui tornerà a nascere, tanto che è la stessa società proprietaria dell’albergo ad aver finanziato le indagini archeologiche. Già adesso si possono vedere gli ambienti della Domus 1, una casa nobiliare di età romana con mosaici e cortile circondato da colonne, della stessa tipologia delle ricche abitazioni di Pompei; poi una strada lastricata che separa le due case, e ancora una seconda abitazione con pitture parietali e decorazioni a testimonianza di un quartiere residenziale della Taormina romana, a 200 metri dall’area del foro di Tauromenion e di fronte al tempio di Iside e Serapide che ospita oggi la chiesa di San Pancrazio. Inoltre è stata anche trovata una terza Domus distrutta alla fine dell’Ottocento.